Assistenti conversazionali AI 

ChatGPT, Gemini, Claude e Copilot a confronto: cosa sono, come usarli passo passo nella didattica e cosa devono fare docente e studenti.

Descrizione 

Gli assistenti conversazionali sono programmi basati su modelli linguistici di grandi dimensioni: ricevono istruzioni in linguaggio naturale (i prompt) e generano testo, codice e immagini, riassumono documenti, traducono, spiegano e rielaborano contenuti. Si usano da browser o da app, scrivendo come in una chat. I quattro più citati nei workshop AI4Teach sono ChatGPT (OpenAI), Google Gemini, Claude (Anthropic) e Microsoft Copilot

Sono lo strumento più trasversale per la didattica: con un assistente puoi preparare quiz, trasformare le trascrizioni delle lezioni in testi ordinati, confrontare normative tecniche, generare immagini ed eseguire calcoli. Questa scheda ti aiuta a scegliere quello più adatto al tuo scopo e spiega come usarlo passo passo. 

I quattro assistenti più diffusi: ChatGPT, Gemini, Claude, Copilot 

Ruolo Docente 

Conviene pensare all’assistente come a un collaboratore instancabile a cui delegare le bozze e il lavoro ripetitivo, mai come a una fonte da copiare: il valore e la responsabilità del risultato restano del/la docente. In concreto puoi usarlo per: 

  • Preparare quiz ed esercizi. Incolla il testo di una lezione e chiedi di generare domande a scelta multipla, vero/falso o aperte, con la soluzione e una spiegazione per ogni opzione; rivedile e, se ti servono per Moodle, chiedile nel formato GIFT (vedi la scheda dedicata ai quiz). 
  • Riscrivere e adattare i contenuti. Trasforma una trascrizione grezza in una dispensa ordinata, riassumi un capitolo, fatti proporre esempi ed esercizi nuovi, oppure riscrivi lo stesso concetto a due livelli di difficoltà (per la Triennale e per la Magistrale). 
  • Confrontare e sintetizzare. Metti a confronto due testi o due normative in una tabella, estrai i punti chiave di un articolo, spiega un passaggio difficile con un’analogia o un esempio concreto. 
  • Preparare la comunicazione del corso. Bozze di email, avvisi, descrizioni dell’insegnamento, consegne di progetto e rubriche di valutazione, da rifinire a mano. 
  • Generare bozze visive e di codice. Immagini per le slide e script di calcolo o di animazione (Python, Manim) che poi verifichi ed esegui. 

La regola d’oro: l’assistente produce una bozza, la responsabilità della correttezza resta sempre del/la docente, che rilegge, corregge e adatta al proprio corso. 

Ruolo Studente 

Per le/gli studenti l’assistente è un tutor disponibile in ogni momento. Usato bene, aiuta ad apprendere; usato male, sostituisce il ragionamento. 

Concretamente lo studente può: 

  • Chiedere spiegazioni alternative di un concetto, esempi svolti e domande di autoverifica. 
  • Farsi guidare nella soluzione di un problema con domande, invece di ricevere subito la risposta (modalità di studio attiva). 
  • Ricevere un riscontro immediato sui propri errori e sulle proprie bozze. 

Il punto di attenzione è l’integrità: il confine fra «farsi aiutare» e «far fare all’AI» è sottile. È compito del/la docente chiarire cosa è consentito in ogni attività (vedi la scheda Integrità, supervisione e fiducia nell’AI). 

Quale scegliere 

  • ChatGPT (OpenAI): il più versatile e diffuso; ha una buona memoria di lungo periodo e genera anche immagini. Ottimo come strumento generale di partenza. 
  • Gemini (Google): multimodale (analizza testo, immagini, audio e video insieme), con una finestra di contesto molto ampia, utile per lavorare su interi documenti; si integra con Google Workspace e, da maggio 2026, dentro Moodle. 
  • Claude (Anthropic): particolarmente forte su testi lunghi, analisi e scrittura curata; offre una modalità apprendimento che guida lo studente con domande di tipo socratico invece di dare la soluzione. 
  • Copilot (Microsoft): integrato dentro Word, Excel, PowerPoint e Outlook; comodo a PoliTO perché lavora nell’ecosistema Office già in uso, ad esempio per trascrivere in Word o generare quiz dal testo di una lezione. 

Come si usa in pratica 

Questi strumenti si comandano scrivendo in linguaggio naturale: la qualità del risultato dipende quasi tutta da come formuli la richiesta (il prompt). Ecco il procedimento completo, valido per tutti e quattro gli assistenti. 

  1. Scegli lo strumento e accedi. Decidi in base al compito (vedi «Quale scegliere»): per un quiz rapido va bene ChatGPT, per analizzare un intero PDF conviene Gemini, per rifinire un testo lungo Claude, per lavorare dentro un documento Word Copilot. Accedi con un account istituzionale, quando disponibile, per avere garanzie sui dati. 
  2. Imposta il contesto. Apri una nuova conversazione e nella prima riga dichiara il ruolo dell’AI e i destinatari: ad esempio «Sei un docente universitario di [materia]; gli studenti sono di [Triennale o Magistrale]». Questo orienta tono e profondità. 
  3. Descrivi il compito in modo preciso. Indica cosa vuoi, in che quantità (per esempio «10 domande»), in quale formato (elenco, tabella, formato Moodle GIFT), con quale difficoltà e in quale lingua. Più sei specifico, meno dovrai correggere dopo. 
  4. Fornisci il materiale di partenza. Incolla il testo della lezione, la trascrizione o le tue note; in Gemini, Claude e Copilot puoi anche allegare direttamente il file. Così l’AI lavora sui tuoi contenuti e tende a inventare molto meno. 
  5. Chiedi se, prima di procedere, sono necessarie ulteriori informazioni. Questo accorgimento riduce la probabilità che l’AI colmi autonomamente eventuali lacune del prompt con ipotesi o dettagli inventati, consentendo invece al docente di fornire le informazioni mancanti e di guidare più efficacemente la generazione del risultato. 
  6. Leggi e itera a piccoli passi. Quasi mai la prima versione è perfetta: chiedi correzioni mirate, una alla volta («rendi più semplice il punto 3», «aggiungi un esempio numerico», «accorcia della metà», «usa un tono più formale»). La conversazione ricorda il contesto, quindi puoi raffinare progressivamente. 
  7. Verifica sempre. Controlla dati, numeri, formule, definizioni e citazioni: l’AI può sbagliare con tono sicuro. Questo passaggio non è facoltativo (vedi la scheda sulla supervisione). 
  8. Integra e riusa. Porta il materiale rivisto nelle slide, nelle dispense o in Moodle, e salva i prompt che hanno funzionato: ti faranno risparmiare tempo nelle lezioni successive. 

Prompt di esempio 

  • «Sei un docente universitario. Spiega [concetto] a studenti di primo anno con un esempio concreto e una domanda di verifica finale.» 
  • «Genera 10 domande a scelta multipla in formato Moodle GIFT sul testo seguente, con un feedback per ogni opzione, anche per quelle sbagliate.» 
  • «Comportati come un tutor socratico: guidami verso la soluzione con domande, una alla volta, senza darmi subito la risposta.» 

Vantaggi 

  • Estrema versatilità e rapidità su un’enorme varietà di compiti, dal quiz alla dispensa. 
  • Riduzione del lavoro ripetitivo, con più tempo per la parte relazionale e di progettazione didattica. 
  • Memoria e personalizzazione crescenti: come osserva Bertagnoli, i sistemi ricordano connessioni ben oltre quanto dichiarato a livello commerciale, abilitando una continuità di lavoro. 
  • Funzioni complementari fra i quattro: contesto ampio (Gemini), integrazione Office (Copilot), analisi di testi lunghi (Claude), versatilità generale (ChatGPT). 

Svantaggi e possibili soluzioni 

  • Allucinazioni: l’AI può inventare dati, formule o riferimenti con tono sicuro. Soluzione: verificare sempre e non usarla come fonte primaria. 
  • Costi e dipendenza: le funzioni avanzate sono a pagamento. Soluzione: negoziare contratti istituzionali ed evitare di legare processi critici a un solo fornitore. 
  • Privacy: senza un contratto adeguato i dati inseriti possono essere conservati. Soluzione: usare account d’ateneo e non inserire mai dati personali di studenti o materiale riservato. 
  • Disomogeneità di qualità: la resa dipende molto dal prompt. Soluzione: formarsi sulla scrittura dei prompt e riutilizzare quelli che funzionano. 

Applicabilità @polito.it 

  • Preferire account e contratti istituzionali, con garanzie sul trattamento dei dati. 
  • Eccellenti per preparare i materiali; l’output va sempre riletto, corretto e adattato al contesto del corso. 
  • Esistono modelli d’ateneo già avviati (Arizona State University, e in Europa numerosi accordi) che mostrano come introdurli con formazione e regole chiare. 

Punti di attenzione specifici e possibili soluzioni 

  • I testi prodotti sono ormai indistinguibili da quelli umani: né le persone né i servizi antiplagio li riconoscono in modo affidabile (Bertagnoli). Di conseguenza nessuno di questi modelli è un rilevatore affidabile di AI e non va usato per accusare studenti. 
  • La soluzione non è «scovare» l’AI ma ripensare le consegne e la valutazione (vedi scheda dedicata). 

Tecnologie a supporto 

Per risposte ancorate alle fonti del corso è spesso preferibile NotebookLM. Il testo prodotto dagli assistenti alimenta poi ElevenLabs (per l’audio), Manim (per le animazioni) e Moodle (per i quiz). Per il calcolo scientifico si usa l’interprete di codice integrato. 

Esperienze e casi d’uso 

  • Arizona State University è stata la prima università al mondo a collaborare con OpenAI (gennaio 2024) ed estende ChatGPT Edu a tutta la comunità, con centinaia di progetti attivati (OpenAI, ASU News). 
  • Claude for Education (aprile 2025) porta Claude a tutto l’ateneo in Northeastern, London School of Economics e Champlain College, con una modalità di apprendimento socratica (Anthropic). 
  • La University of Manchester è «la prima università al mondo» a dare Microsoft 365 Copilot a tutti gli studenti e al personale (circa 65.000 persone); la University of Leicester a oltre 21.000 studenti (Microsoft, ETIH). 
  • Google documenta l’uso di Gemini for Education in diverse università statunitensi, con integrazione dentro Moodle (blog Google). 
  • Il tutor Khanmigo (Khan Academy, basato su un modello GPT di OpenAI) è passato da 68.000 a oltre 700.000 utenti in un anno, con risultati riportati più marcati per chi parte sotto il livello atteso (AI for Cause). 

Contatti 

Per dubbi, supporto o per proporre nuove schede scrivi a tllab@polito.it

Bibliografia e link di approfondimento 

Bertagnoli, G. (2026). In memory of Dixie Flatline. Politecnico di Torino, 30 gennaio 2026. 

Vesipa, R. (2026). Moodle, non ti temo! Workshop AI4Teach, Politecnico di Torino, 30 gennaio 2026. 

Giaccone, P. (2026). Lesson2Moodle by AI. TLLAB, Politecnico di Torino, 13 febbraio 2026. 

OpenAI. ChatGPT.

Google. Gemini.

Anthropic. Claude.

Microsoft. Copilot.

Sadasivan, V. S., et al. (2023). Can AI-Generated Text be Reliably Detected?