Studenti con Specific Needs nella didattica universitaria

Studenti con Specific Needs: strategie inclusive, principi UDL e l’accessibilità dei materiali.

Perché parlare di Specific Needs all’università? 

L’espressione Specific Needs viene utilizzata per indicare studenti che, in modo permanente o temporaneo, possono incontrare ostacoli nella partecipazione alle attività universitarie e che possono beneficiare di specifiche misure di supporto. Le Linee Guida della Conferenza Nazionale Universitaria dei Delegati per la Disabilità e i DSA (CNUDD), approvate il 25 settembre 2024, distinguono al riguardo tre macro-aree, con status normativo diverso tra loro:

  • Studenti con disabilità: comprendono studenti con disabilità fisiche, sensoriali, cognitive o psichiche certificate ai sensi della Legge 104/1992. Possono richiedere adattamenti, strumenti compensativi o modalità specifiche di accesso alle attività didattiche e valutative. Si tratta di una categoria coperta da obbligo normativo per gli Atenei. 
  • Studenti con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA): rientrano in questa categoria studenti con diagnosi di dislessia, disgrafia, disortografia o discalculia certificata ai sensi della Legge 170/2010. Questi disturbi possono influenzare specifici processi di apprendimento e richiedere misure compensative o dispensative adeguate. Anche questa categoria è soggetta a obbligo normativo.
  • Studenti con Bisogni Educativi Speciali (BES) in senso stretto: le Linee Guida CNUDD 2024 riconoscono una terza area di bisogno, non ancora regolata da una normativa nazionale specifica per l’Università. Vi rientrano altri disturbi del neurosviluppo (ad esempio funzionamento intellettivo limite, disturbi dello spettro autistico, ADHD), disturbi psichiatrici diagnosticati, condizioni mediche invalidanti e altre condizioni di bisogno educativo speciale, incluso, nei casi più gravi, lo svantaggio socioeconomico, linguistico o culturale. Per questa terza area la CNUDD esprime un orientamento non vincolante. 

Dal punto di vista didattico, è necessario comprendere quali barriere possono ostacolare l’apprendimento e quali strategie possono favorire la partecipazione degli studenti. L’obiettivo consiste, per quanto possibile, nel garantire a tutti gli studenti pari opportunità di partecipazione e di successo formativo, riducendo le barriere che possono ostacolare l’apprendimento e la piena partecipazione alla vita universitaria. Le Linee Guida CNUDD 2024 richiamano in questo senso l’impegno della comunità accademica a consolidare un contesto aperto e accogliente, capace di favorire il pieno sviluppo e la partecipazione di ciascuna persona indipendentemente dalle proprie caratteristiche individuali e di diffondere la cultura inclusiva in senso più ampio. Vanno adattate e calibrate caso per caso dal/dalla docente.

Aspetti normativi 

L’attenzione verso gli studenti con bisogni specifici non rappresenta soltanto una buona pratica educativa, ma si inserisce all’interno di un quadro normativo nazionale e internazionale che riconosce il diritto di tutti gli studenti a partecipare pienamente alla vita universitaria. In Italia, il tema dell’inclusione universitaria trova le proprie radici nella Legge 104/1992, che tutela i diritti delle persone con disabilità, e nella successiva Legge 17/1999, che ha introdotto specifiche misure a sostegno degli studenti universitari con disabilità. Negli anni successivi l’attenzione si è progressivamente ampliata ai Disturbi Specifici dell’Apprendimento attraverso la Legge 170/2010 e le relative Linee Guida ministeriali, che hanno riconosciuto la necessità di adottare misure compensative e dispensative anche nel contesto universitario.  

Tali normative garantiscono agli studenti il diritto di adottare misure che consentano di ridurre le barriere all’apprendimento e alla partecipazione. Tra queste possono rientrare, a seconda delle specifiche esigenze dello studente e della documentazione presentata: 

  • tempi aggiuntivi durante le prove d’esame;  
  • utilizzo di strumenti compensativi (ad esempio software di supporto, sintesi vocale, mappe concettuali o calcolatrici nei casi previsti);  
  • adattamenti delle modalità di verifica degli apprendimenti;  
  • accesso a servizi di tutorato specializzato;  
  • disponibilità di materiali didattici accessibili;  
  • supporti specifici per la frequenza delle attività didattiche e laboratoriali.  

Coerentemente con la finalità di queste misure, va sottolineato che esse non hanno l’obiettivo di semplificare il percorso formativo o modificare i risultati di apprendimento attesi, ma di garantire condizioni eque affinché gli studenti possano dimostrare le proprie competenze senza essere penalizzati dalle difficoltà derivanti dalla propria condizione. 

Universal Design for Learning

Le Linee Guida CNUDD 2024 promuovono una visione dell’inclusione orientata non solo alla gestione delle singole situazioni, ma alla costruzione di ambienti di apprendimento accessibili per tutti gli studenti, anche attraverso approcci di Universal Design (CNUDD 2024, par. 2.1). In questa prospettiva si colloca il paradigma dell’Universal Design for Learning (UDL), che si fonda sull’idea che gli studenti apprendano in modi differenti e che la didattica debba offrire molteplici modalità di accesso ai contenuti, di azione ed espressione, e di coinvolgimento. Molte strategie pensate per studenti con bisogni specifici si rivelano così utili per l’intera popolazione studentesca.  

L’approccio UDL si fonda su tre principi fondamentali: 

  • molteplici modalità di accesso ai contenuti: presentare le informazioni attraverso canali diversi e complementari (spiegazioni orali, testi, immagini, schemi, video, simulazioni, registrazioni delle lezioni); 
  • molteplici modalità di azione ed espressione: prevedere attività che consentano di dimostrare l’apprendimento in forme diverse, valorizzando non solo la memorizzazione ma anche l’applicazione e la discussione dei contenuti in contesti autentici; 
  • molteplici modalità di coinvolgimento: proporre attività che favoriscano la motivazione, la percezione di significatività dei contenuti e la progressiva autonomia nel percorso di apprendimento.

Nella pratica universitaria, una prospettiva UDL non richiede di rivoluzionare l’insegnamento: si traduce spesso in piccoli accorgimenti come ad esempio: 

  • rendere disponibili slide e materiali prima della lezione;  
  • registrare o rendere accessibili le lezioni;  
  • utilizzare materiali didattici accessibili e ben strutturati;  
  • esplicitare obiettivi, consegne e criteri di valutazione;  
  • integrare modalità differenti di partecipazione e interazione;  
  • fornire feedback frequenti e orientati al miglioramento.  

Molte delle strategie descritte nelle sezioni dedicate alla relazione docente-studente, al feedback, al patto d’aulaalla classe internazionale  e all’accessibilità dei materiali didattici possono essere lette proprio come applicazioni concrete dei principi dell’UDL. 

Rete di supporto per l’inclusione @PoliTO 

Il Politecnico di Torino dispone di una rete di servizi dedicati alla promozione dell’inclusione e al supporto degli studenti con bisogni specifici.  

A livello istituzionale, la Vice Rettrice per le Pari Opportunità, l’Inclusività e la Qualità della Vita ha la responsabilità di indirizzo delle politiche di Ateneo in materia di accoglienza, equità e valorizzazione delle diversità. A questo ruolo riporta direttamente la Referente accademica per l’integrazione delle persone con disabilità e DSA, che svolge funzioni di coordinamento e promozione delle iniziative rivolte agli studenti con disabilità e DSA, ed è il principale riferimento accademico su questi temi. 

L’Unità Special Needs è il principale punto di riferimento operativo per studenti e docenti. L’Unità offre supporto nella definizione delle misure compensative, nella personalizzazione dei percorsi di studio, nella gestione di esami in condizioni particolari e nell’attivazione di servizi di tutorato specializzato. I docenti possono rivolgersi all’Unità ogni volta che emergano dubbi o esigenze relative alla gestione di studenti con bisogni specifici. L’Unità opera all’interno del Servizio LIFE, che coordina operativamente le iniziative di Ateneo su accoglienza, inclusione, equità e valorizzazione delle diversità, e affianca al suo interno anche la Professional People & Diversity Management, che promuove azioni di sensibilizzazione e raccordo tra le diverse strutture dell’Ateneo. 

Altri servizi specifici per l’assistenza durante gli esami sono: 

  • esami in spazi USN: per studenti con immunodepressione, necessità di ausili specifici o di isolamento, l’esame può svolgersi in parallelo al gruppo classe, in uno spazio adeguato e con lo stesso regolamento e testo della prova; l’Unità Special Needs supporta inoltre il/la docente nella gestione del tempo aggiuntivo in aula;
  • esami on line: per casi autorizzati direttamente dall’USN per persone con condizioni gravi, tali da impedire l’allontanamento dal domicilio, documentati. Altre richieste, supportate da documentazione medica che segnali situazioni di gravità, sono sottoposte al vaglio del Vicerettore per la Formazione.

Tutte le informazioni relative ai servizi di supporto si trovano al sito del Politecnico di Torino al seguente link .

Linee operative per la didattica inclusiva 

Le indicazioni che seguono rappresentano suggerimenti pratici, non un protocollo esaustivo né vincolante. Ogni insegnamento ha caratteristiche proprie (numero di studenti, tipologia di attività, modalità di verifica, presenza di laboratori), per cui le pratiche proposte vanno adattate e calibrate caso per caso dal/dalla docente.

Comunicazione e organizzazione del corso 

Non sempre gli studenti comunicano immediatamente le proprie esigenze. La segnalazione ai servizi di Ateneo è infatti volontaria e può avvenire in momenti diversi del percorso universitario. Per questo motivo può essere utile: 

  • inserire nella presentazione del corso una breve comunicazione rivolta agli studenti con bisogni specifici in cui si invitano gli studenti a contattare il docente in forma riservata qualora necessitino di adattamenti o supporti;  
  • esplicitare chiaramente modalità didattiche, attività e criteri di valutazione;  
  • confrontarsi con l’Unità Special Needs in caso di dubbi relativi alle misure compensative o dispensative;  
  • interrogarsi su quali aspetti del corso possano essere resi maggiormente accessibili e in caso di nuovi progetti didattici è utile progettare attività e materiali accessibili fin dall’inizio.

Leggibilità dei contenuti

Per rendere i materiali didattici più leggibili, in particolare per studenti con dislessia o altre difficoltà di lettura, è utile seguire alcune indicazioni di base su font, formattazione e contrasto cromatico: 

  • è preferibile scegliere un font senza grazie (sans-serif), come Arial, Comic Sans, Verdana, Tahoma, Calibri, Open Sans. Questi possono favorire la lettura per persone con dislessia; 
  • è preferibile usare il grassetto per parole o frasi chiave, evitandone l’utilizzo in lunghe parti del testo;
  • è preferibile evitare l’utilizzo del corsivo in quanto può essere problematico dato che deforma il font; 
  • è bene riservare la sottolineatura ai collegamenti ipertestuali; 
  • è preferibile usare l’allineamento a sinistra o a destra, evitando l’utilizzo del testo giustificato; 
  • è preferibile una grandezza di almeno 12 pt in un documento oppure di almeno 18 pt in una presentazione (meglio se 24 pt o 28 pt);  
  • è preferibile usare un’interlinea da 1.5, in quanto rende il testo più arioso e meno faticoso da leggere per lunghi periodi; 
  • è preferibile usare un carattere nero o comunque molto scuro su fondo molto chiaro (come grigio, crema o toni pastello), evitando l’utilizzo del bianco come sfondo e la combinazione rosso e verde (che vale anche per i pennarelli usati in aula); 
  • è possibile controllare che il contenuto sia fruibile per persone con daltonismo (risorsa utile per il controllo dell’accessibilità delle immagini: Color blindness simulator); 
  • è preferibile che il colore non sia l’unico mezzo usato per trasmettere informazioni, ad esempio se il testo di colore rosso è un’informazione importante, è possibile aggiungere il testo “Attenzione” o inserire un’icona di un segnale di avvertimento con testo alternativo. 

Organizzazione dei contenuti. 

Oltre alla leggibilità del singolo carattere, anche la struttura complessiva di un documento o di una presentazione incide sull’accessibilità: un contenuto ben organizzato facilita la navigazione e la comprensione per tutti gli studenti, in particolare per chi utilizza tecnologie assistive come screen reader:

  • è preferibile utilizzare gli stili e i layout di formattazione predefiniti di Word e PowerPoint, in quanto implementano funzioni di accessibilità che possono essere applicate nel programma stesso (evitando quindi la formattazione “a mano”); 
  • è utile strutturare il documento con un indice navigabile sui principali contenuti, numerando le sezioni in modo progressivo e raggruppando le informazioni per blocchi tematici, con frasi corte e lessico semplice (è utile prevedere anche un glossario). È utile inoltre integrare mappe concettuali, schemi e, diagrammi, evitando slide sovraccariche di testo e prediligendo parole chiave e immagini esplicative; 
  • è utile inserire elenchi puntati per ridurre il rischio visivo “Effetto muro”, inserendo la punteggiatura alla fine di ogni punto per facilitare la lettura e lasciando uno spazio adeguato tra un punto e l’altro;
  • è bene non usare tabulazioni o tabelle per simulare impaginazione o testi multi-colonna e non inserire testo all’interno delle immagini, poiché non viene letto dal software; 
  • quando si inserisce un link, è bene modificare il testo visualizzato includendo un titolo che rimandi al contenuto (evitare di nominare il link con “Clicca qui per vedere il video”, “Vai al sito” perché non danno informazioni sul contenuto); 
  • è molto utile aggiungere testo alternativo (Alt Text) alle immagini, inserendone una breve descrizione che ne trasmetta il significato (oppure contrassegnandole come puramente decorative, se tali). Lasciare le immagini senza Alt Text genera rumore informativo e assenza di informazioni.

Equazioni, tabelle e grafici 

Oltre al testo, anche tabelle, equazioni e grafici richiedono attenzioni specifiche per essere accessibili a tutti gli studenti, incluse le persone con disabilità visive: 

  • per le tabelle è preferibile presentare i dati in forma semplice e le informazioni in maniera schematica, dedicando la prima riga e/o colonna per l’intestazione che deve essere ripetuta nel caso la tabella si estenda su più pagine;  

Esportazione e salvataggio di documenti accessibili

Una volta verificata la leggibilità e l’organizzazione dei contenuti, è importante controllare che queste caratteristiche si mantengano anche al momento dell’esportazione o del salvataggio del file, poiché alcune modalità di esportazione possono compromettere l’accessibilità del documento finale: 

  • è possibile utilizzare “Verifica accessibilità” in Word (“Revisione” > “Verifica accessibilità”). Questo strumento segnala eventuali problemi di accessibilità come l’insufficiente contrasto nei testi o l’assenza di testi alternativi alle immagini, intestazioni a tabelle o titoli per ogni slide; 
  • in PowerPoint, è possibile controllare l’ordine di lettura nella diapositiva (“Revisione/Strumenti” > “Verifica Accessibilità” > “Ordine di lettura”);
  • può essere utile impostare i metadati del documento (lingua, titolo, autore e tag con parole chiave che ne descrivano il contenuto) ed esportarlo in formati digitali modificabili (come .doc o .pdf accessibili), avendo cura di utilizzare l’apposita funzione di salvataggio del programma. È bene non usare “Stampa come PDF”, in quanto si perde il testo selezionabile, i titoli, gli elenchi e i link, elementi che rendono un documento compatibile con screen reader e altri dispositivi di lettura assistita; 
  • per salvare correttamente un documento in PDF accessibile, il percorso corretto è: File > Salva con nome > Tipo di file: PDF (*.pdf) > Opzioni > selezionare “Tag per la struttura del documento per l’accessibilità”. Questa opzione, a differenza della stampa diretta in PDF, conserva la struttura logica del documento (titoli, elenchi, intestazioni) necessaria agli screen reader per navigarlo correttamente.