La classe internazionale

La classe internazionale: come gestire le barriere linguistiche e internazionalizzare il curriculum.

Che cos’è una classe internazionale? 

Una classe internazionale non è semplicemente una classe in cui sono presenti studenti stranieri. È un ambiente di apprendimento in cui la diversità culturale e linguistica costituisce una risorsa educativa e rappresenta un elemento strutturale del processo di insegnamento e apprendimento. In queste classi convivono studenti con origini differenti ma non solo. Gli studenti hanno anche diverse aspettative rispetto al ruolo del docente, alle modalità di studio e ai sistemi di valutazione, nonché diversi modi di partecipare alle attività didattiche, oltre che diversi livelli di padronanza linguistica.

L’obiettivo del docente non è semplicemente adattare il proprio insegnamento alla presenza di studenti provenienti da Paesi diversi, ma progettare un ambiente di apprendimento e insegnamento autenticamente internazionale. Ciò implica sviluppare un curriculum che integri prospettive globali sulla disciplina, valorizzi la pluralità dei contesti culturali e professionali e favorisca lo sviluppo di competenze necessarie per operare in società e mercati del lavoro sempre più interconnessi.  

Le sfide della classe internazionale e indicazioni 

L’insegnamento in una classe internazionale presenta alcune sfide: 

  1. Barriere linguistiche. Quando la lingua di insegnamento non coincide con la lingua madre degli studenti, questi devono elaborare contemporaneamente il contenuto disciplinare e il linguaggio utilizzato per presentarlo. Ciò può aumentare il carico cognitivo e rendere più difficile e stancante seguire le spiegazioni (in particolar modo quelle più complesse). Tra le principali difficoltà segnalate dagli studenti vi sono: la velocità dell’esposizione, la comprensione del lessico specialistico, la necessità di elaborare rapidamente grandi quantità di informazioni. Possibili suggerimenti per ridurre queste problematiche possono essere: 
    1. Strutturare chiaramente la lezione, presentando all’inizio una mappa degli argomenti che verranno affrontati e richiamarla durante l’esposizione aiuta gli studenti a orientarsi e a seguire il filo logico del discorso; 
    2. Esplicitare il lessico specialistico, mediante l’utilizzo di glossari con spiegazioni dei termini chiave, spiegazioni o immagini;
    3. Utilizzare diverse modalità comunicative, come ad esempio immagini, video, schemi, mappe concettuali, oggetti ed esempi (ad esempio dalla vista quotidiana, magari non troppo incentrati solo sul contesto italiano/europeo); 
    4. Gestire il ritmo della lezione in modo da ridurre la quantità di informazioni presentate in uno slot e individuare quali contenuti possano essere approfonditi attraverso attività autonome; 
    5. Mettere a disposizione del materiale didattico in anticipo come slide, letture e materiali preparatori prima della lezione, per consentire agli studenti di familiarizzare con i contenuti e con il lessico disciplinare, riducendo il carico cognitivo durante la lezione stessa;  
    6. E’ possibile effettuare un cambiamento di attività ogni 20/30 minuti; un esempio potrebbe consistere in 30 minuti di lezione frontale seguito da 15 minuti con esercizi da svolgere/quiz/domande, seguito da altri 30 minuti di lezione frontale, seguito da 10 minuti di riflessioni/feedback come ad esempio “quali erano i punti più importante da ricordare dalla lezione di oggi?”. 
  1. Differenze nei percorsi accademici. Gli studenti internazionali possono provenire da sistemi educativi molto diversi, che possono portare a conoscenze pregresse molto eterogenee. Alcuni potrebbero possedere solide conoscenze teoriche ma avere poca esperienza di lavori più esperienziali o progettuali. Le conoscenze pregresse e i riferimenti culturali dati per scontati dal docente possono non essere condivisi da tutti gli studenti. E’ utile dunque esplicitare qual è l’aspettativa del docente sulla conoscenza pregressa necessaria per affrontare l’insegnamento, e mettere a disposizione materiali supplementare per chi avesse eventualmente necessità di integrare le proprie conoscenze/competenze per raggiungere le conoscenze pregresse richieste. 
  2. Differenze nelle aspettative. Un tema molto importante riguarda la differenza di aspettative tra docenti e studenti. Infatti, le pratiche di valutazione, le modalità di interazione con i docenti e le regole implicite della vita universitaria possono variare notevolmente da un Paese all’altro. Ciò rende necessario esplicitare (meglio se per scritto) le aspettative e criteri che spesso vengono dati per scontati.  
  3. Partecipazione alle attività didattiche. La partecipazione alla didattica attiva rappresenta uno degli aspetti più delicati nelle classi internazionali. Le attività collaborative in classi internazionali possono aiutare il livello di attenzione poiché permettono di interrompere il ritmo della lezione frontale e ridurre il sovraccarico cognitivo. Allo stesso tempo alcuni studenti potrebbero non essere abituati a metodologie didattiche più partecipative, per altri la didattica attiva può rappresentare la normalità. Inoltre, molti studenti internazionali riportano inoltre una minore sicurezza nell’intervenire durante le lezioni e porre domande in quanto le difficoltà linguistiche possono generare ansia e timore di commettere errori, limitando il coinvolgimento attivo. Per migliorare opportunità di coinvolgimento è utile:
    1. Prevedere lavoro in piccoli gruppi, che offre un ambiente meno esposto rispetto alla discussione plenaria e favorisce la partecipazione degli studenti meno sicuri; 
    2. prevedere momenti dedicati alle domande e al confronto;  
    3. offrire canali alternativi per la formulazione di domande, anche in forma scritta.  

Le attività di gruppo rappresenta uno strumento particolarmente efficace nelle classi internazionali poiché permette di lavorare in gruppi composti da studenti di differenti nazionalità sviluppando competenze interculturali e abilità di collaborazione. Accorgimenti che permettono di rendere il lavoro di gruppo inclusivo sono: 

  1. Assegnare i ruoli ai partecipanti;  
  2. fornire tempi adeguati per la preparazione individuale;  
  3. chiarire esplicitamente aspettative e obiettivi;  
  4. favorire la composizione di gruppi culturalmente eterogenei;  
  5. promuovere diverse modalità di espressione e comunicazione;  
  6. sostenere gli studenti quando ci sono problemi di organizzazione oppure collaborazione durante le attività.   

Internazionalizzare i contenuti 

Una classe internazionale richiede una riflessione sui contenuti proposti. L’internazionalizzazione del curriculum consiste nel fornire agli studenti prospettive globali sulla disciplina ampliando la loro base di conoscenze e preparandoli a operare in ambienti professionali caratterizzati da crescente complessità e interconnessione. Un approccio internazionale invita invece a considerare la pluralità dei punti di vista e a riconoscere che modelli teorici, pratiche professionali e soluzioni tecniche possono assumere forme differenti a seconda dei contesti in cui vengono applicati. 

Internazionalizzare il curriculum, da un punto di vista più pratico significa: 

  1. Interrogarsi sugli approcci e sui riferimenti che vengono utilizzati durante il corso. Un curriculum internazionale cerca di superare una visione esclusivamente locale o eurocentrica, introducendo contributi provenienti da differenti aree del mondo e mettendo gli studenti in contatto con una pluralità di casi studio e approcci metodologici. Questo non implica sostituire i contenuti tradizionali, ma arricchirli attraverso prospettive complementari che consentano una comprensione più ampia dei fenomeni studiati. 
  2. Utilizzare esempi e casi di studio internazionali ed esempi professionali provenienti da diversi contesti nazionali. Attraverso il confronto tra situazioni reali relative a nazioni differenti, gli studenti possono comprendere come problemi simili possano essere affrontati attraverso soluzioni diverse e come fattori culturali, economici, normativi o politici influenzino le pratiche professionali. E’ inoltre interessante considerare la discussione delle opportunità e dei limiti delle metodologie/tecnologie quando applicate in contesti culturali diversi. L’uso di esempi internazionali assume inoltre una funzione inclusiva in quanto gli studenti provenienti da altre nazioni hanno maggiori opportunità di riconoscere nei contenuti elementi vicini alla propria esperienza e possono contribuire attivamente alla discussione portando punti di vista differenti. Inoltre, ciò permette di sviluppare il pensiero comparativo confrontando diversi approcci adottati in contesti differenti, analizzandone punti di forza, limiti e condizioni di applicabilità. Attività di questo tipo aiutano a sviluppare capacità critiche e consentono agli studenti di comprendere che molte soluzioni professionali non sono universalmente valide, ma dipendono dalle caratteristiche del contesto in cui vengono implementate. 
  3. Preparare studenti e professionisti globali, sviluppando competenze sempre più richieste nel mondo del lavoro come capacità di collaborare con persone provenienti da contesti diversi, apertura verso prospettive alternative, adattabilità e comprensione delle dinamiche globali che influenzano professioni e organizzazioni.  

Valutare in una classe internazionale 

Gli studenti internazionali potrebbero non conoscere le modalità di esame, i criteri di valutazione o le aspettative implicite del contesto accademico in cui studiano. Per questo motivo è importante rendere espliciti criteri e standard di qualità. Tra le pratiche raccomandate vi sono: 

  • condividere e spiegare le rubriche di valutazione;  
  • presentare esempi di risposte efficaci;  
  • proporre simulazioni e prove formative;  
  • fornire feedback costruttivi orientati al miglioramento.

Internationalization at Home 

Il concetto di Internationalization at Home si riferisce all’insieme delle attività attraverso cui gli studenti possono sviluppare competenze internazionali e interculturali senza partecipare a programmi di mobilità all’estero. L’obiettivo è quindi offrire a tutti gli studenti occasioni per confrontarsi con prospettive globali e sviluppare competenze interculturali all’interno del proprio Ateneo. In questa prospettiva, la presenza di studenti internazionali rappresenta una risorsa ma non costituisce una condizione indispensabile. L’elemento centrale è la progettazione intenzionale di esperienze didattiche che favoriscano l’apertura verso prospettive diverse, il confronto tra culture e lo sviluppo delle competenze necessarie per operare in contesti globali. 

A tal fine ciò che è utile è: 

  1. Internazionalizzare il curriculum, come visto in precedenza, integrando nei contenuti dell’insegnamento prospettive, casi studio e pratiche professionali provenienti da contesti geografici e culturali differenti per aiutare gli studenti a comprendere come modelli e soluzioni possano assumere significati diversi nei vari contesti internazionali, sviluppando così una visione più ampia e critica della disciplina;  
  1. Partecipazione a seminari con ospiti internazionali per entrare in contatto con prospettive disciplinari e pratiche differenti sviluppate in altri contesti (che può anche stimolare il confronto interculturale e favorire la costruzione di reti internazionali); 
  1. Utilizzo di casi studio e materiali provenienti da contesti internazionali per confrontare problemi differenti o approcci differenti alla risoluzione di uno stesso problema, favorendo lo sviluppo del pensiero critico comunicando come fattori culturali, normativi, economici e sociali possono influenzare l’applicazione delle conoscenze nei diversi contesti.