Think-Pair-Share

Si riflette singolarmente su un problema, ci si confronta in coppia, e poi con l’intera classe.

Descrizione

Think-Pair-Share è una strategia di apprendimento attivo in classe, in cui le/gli studenti lavorano su un problema posto dal/la docente, prima individualmente (Think), poi in coppia (Pair) e infine a livello di discussione in classe (Share). Consente alle/agli studenti di esprimere il loro ragionamento, riflettere su di esso ed ottenere un riscontro immediato della loro comprensione del problema.

Schema disegnato a mano che mostra il passaggio da idee individuali a una discussione di gruppo e alla costruzione collaborativa di una soluzione.
Think-Pair-Share

Ruolo Docente

  • Assegnazione del problema e delle tempistiche per le 3 fasi (ThinkPairShare).  
  • Nella fase Share si chiede in maniera random a coppie di studenti di condividere con la classe cosa hanno discusso precedentemente (modalità orale). Varie altre modalità di condivisione sono possibili, oltre a quella orale, come ad esempio la forma scritta (risposte aperte, o quiz) o quella grafica. 

Ruolo Studente

  • Dopo aver riflettuto singolarmente sul problema, ciascuno/a studente si rivolge al/la vicino/a di banco iniziando a discuterlo in coppia. La discussione poi coinvolge l’intera classe. 

Vantaggi

  • Le/gli studenti possono beneficiare di quello che ascoltano durante la fase Share, acquisendo informazioni aggiuntive rispetto a quelle ottenute nella fase Pair (e Think). 
  • Se riescono ad abituarsi alla metodica, può essere un modo efficace per allenare le loro soft-skills nel public speaking e consentire loro più confidenza nel parlare davanti ad un gruppo più o meno numeroso di persone, soprattutto se la/il docente si propone con un atteggiamento di rassicurazione, facilitazione e sospensione del giudizio rispetto ad eventuali risposte errate.  

Svantaggi e possibili soluzioni

  • La fase Share può essere più complessa nelle classi numerose e può causare ansia alle/agli studenti, soprattutto nella forma orale. Soluzione: utilizzare altre modalità di condivisione.  
  • Le idee che emergono durante la fase Share possono non riflettere la ricchezza o la diversità delle idee che sono state scambiate durante la fase Pair
  • Se si scegli una condivisione in forma orale, la quantità di pratica richiesta da ciascuno/a studente per migliorare le soft-skills e il confort nella condivisione di fronte all’intera classe può non realizzarsi in molti contesti. Lo/la studente più confidente o loquace può offrirsi più facilmente come volontario/a per esporre le idee condivise nella fase Pair.   

Applicabilità @polito.it

  • Ci può essere una resistenza iniziale quando si introduce la metodologia Think-Pair-Share per la prima volta, ma questa può essere facilmente superata non appena la classe si abitua al cambiamento.  
  • Talvolta può essere difficile gestire il tempo in classe, ma le difficoltà possono essere facilmente superate strutturando le attività con tempistiche chiare ed obiettivi definiti.  

Punti di attenzione specifici e possibili soluzioni

  • Nelle classi internazionali potrebbero esserci problemi di comunicazione nelle fasi Pair Share, dovute alla lingua e/o a differenze interculturali. 
  • Nella scelta random delle/degli studenti da interpellare per lo Share, il personale docente deve prestare attenzione alla possibilità di avere inconscious bias sul genere, su studenti internazionali, o studenti delle prime file percepiti come più attivi/attenti, ecc…), in modo che la scelta sia veramente “random”. Ad esempio, si interpella uno/a studente, una volta partendo dal fondo della classe e una volta dall’inizio. Alternativa: si interpella la coppia di studenti (sempre scelta random) e si lascia scegliere quale dei due studenti parlerà di fronte alla classe.  
  • Studenti molto introversi, timidi, ansiosi o con DSA potrebbero avere difficoltà aggiuntive nella fase Pair, e ancor di più nella fase Share, soprattutto se l’esposizione è in forma orale. La comunicazione/condivisione può comunque avvenire in altre forme (contributi scritti, uso di tecnologie assistive), ed essere comunque adattata a specifici bisogni. 

Tecnologie a supporto

Per la condivisione con tutta la classe (Share) in modalità non orale si possono usare vari strumenti come ad esempio Padlet, Wooclap, Mentimeter, Kahoot!, Slido per creare Word Cloud, quiz, risoluzione esercizi/grafici, …). 

Bibliografia e link di approfondimento

Kothiyal, A., Majumdar, R., Murthy, S., & Iyer, S. (2013). Effect of think-pair-share in a large CS1 class: 83% sustained engagement. In Proceedings of the Ninth Annual International ACM Conference on International Computing Education Research (pp. 137–144). Association for Computing Machinery

Mundelsee, L., & Jurkowski, S. (2021). Think and pair before share: Effects of collaboration on students’ in-class participationLearning and Individual Differences, 88, 102015.  

Cooper, K. M., Schinske, J. N., & Tanner, K. D. (2021). Reconsidering the Share of a Think-Pair-Share: Emerging Limitations, Alternatives, and Opportunities for ResearchCBE life sciences education, 20(1), fe1.