Team-Based Learning in Geomatica: quando l’innovazione didattica genera valore oltre la disciplina

Studenti internazionali lavorano in team su casi applicativi, sviluppando competenze tecniche, collaborazione e consapevolezza interculturale.

In un contesto accademico sempre più internazionale e orientato allo sviluppo di competenze multidimensionali, il Politecnico di Torino ha sperimentato con successo un approccio innovativo all’insegnamento della Geomatica, grazie al contributo dei docenti Prof. Andrea Ajmar e il Prof. Fabio Giulio Tonolo, trasformando l’aula in uno spazio di apprendimento attivo, collaborazione e crescita interculturale.

Attraverso l’applicazione trasversale della metodologia Team-Based Learning (TBL) in un insegnamenti internazionale, l’iniziativa ha saputo coniugare l’eccellenza tecnico-scientifica con lo sviluppo delle competenze relazionali richieste dai contesti professionali contemporanei. Il progetto ha coinvolto studenti provenienti da percorsi formativi e background culturali differenti, valorizzando la diversità come risorsa per l’apprendimento e promuovendo un modello didattico fondato sul confronto, sulla partecipazione e sulla responsabilizzazione individuale. 

I risultati ottenuti confermano l’efficacia di questo approccio: maggiore coinvolgimento degli studenti, performance significativamente superiori nel lavoro di gruppo, elevati livelli di soddisfazione e un rafforzamento delle competenze interculturali. Nello specifico, nel corso di 12 implementazioni del TBL, i team hanno raggiunto una performance media di 38,9/40 nei test collaborativi (tRAT), rispetto ai 28,5/40 ottenuti individualmente (iRAT), evidenziando il valore aggiunto del confronto tra pari e della costruzione condivisa della conoscenza. Parallelamente, il livello di soddisfazione degli studenti ha superato il 94% in entrambi gli insegnamenti coinvolti, con punte superiori al 99%, mentre il tempo medio necessario per superare l’esame si è ridotto da 68 a 57 giorni. La possibilità di applicare i moduli TBL a temi specialistici ma trasversali, nonché di integrarli in corsi e livelli formativi differenti, ha inoltre dimostrato la scalabilità e la replicabilità del modello.

Questa esperienza rappresenta un esempio concreto di come l’innovazione metodologica possa diventare un motore di trasformazione della didattica universitaria, contribuendo a formare professionisti non solo competenti dal punto di vista tecnico, ma anche capaci di collaborare efficacemente in contesti globali e multidisciplinari. Di seguito sono riportati i dettagli di contesto, progettazione e implementazione   

1. Intervento e contesto: l’innovazione per classi internazionali 

L’intervento ha riguardato l’integrazione della metodologia TBL in due insegnamenti di Geomatica (GIS e telerilevamento) erogati in lingua inglese presso il Politecnico di Torino. L’iniziativa è nata per trasformare la didattica frontale, spesso passiva, in un modello di apprendimento attivo basato sul modello “learning by doing”. 

L’obiettivo principale è stato quello di potenziare contemporaneamente hard-skill e soft-skill (come la comunicazione e il dialogo interculturale) in un ambiente accademico multiculturale. Il TBL è stato applicato a quattro temi specialistici della disciplina: suitability analysis, network analysis, remote sensing classification e heat-risk assessment. 

I temi sono stati appositamente selezionati per il loro carattere di trasversalità, per consentirne l’inserimento all’interno di percorsi formativi differenti: tale possibilità è stata messa in pratica sia applicando i moduli TBL in differenti percorsi e a vari livelli della formazione universitaria. E’ stata anche efficacemente dimostrata la possibilità di erogare moduli TBL congiunti, riunendo studenti di differenti corsi di studio. 

E’ stato adottato un meccanismo di premialità che consente agli studenti di conseguire punti bonus per la valutazione finale. 

2. Le principali sfide: organizzazione e partecipazione attiva 

L’ adattamento di questo modello a materie tecnicamente complesse ha comportato diverse sfide organizzative: 

  • Progettazione dei contenuti: La fase iniziale ha richiesto un impegno considerevole per creare test e attività applicative basate su software, sebbene il materiale si sia rivelato facilmente replicabile nelle edizioni successive. 
  • Formazione dei team: Per garantire gruppi equilibrati, i docenti hanno gestito la composizione dei team utilizzando strumenti basati su intelligenza artificiale per analizzare in modo anonimo i background accademici e le competenze tecniche degli studenti. 
  • Gestione del carico di lavoro: È stato necessario calibrare attentamente il tempo per lo studio indipendente e le attività in aula per evitare di sovraccaricare gli studenti. 
  • Coinvolgimento equo: Poiché molte attività prevedono l’uso di un laptop per gruppo, è emerso il rischio che solo pochi studenti partecipassero attivamente; questo ha portato nel tempo alla decisione di ridurre la numerosità dei gruppi e a considerare l’opportunità di assegnare ruoli ben definiti all’interno dei team durante la fase di team Application (tAPP). 
  • Valutazione delle competenze interculturali: Tramite l’adozione di una rubrica di valutazione delle competenze interculturali sviluppata in ambito accademico, e’ stato possibile definire degli obiettivi specifici dell’apprendimento in questo ambito. Tramite un sistema di auto-valutazione e valutazione tra pari, e’ quindi possibile verificare il raggiungimento degli obiettivi a valle dei moduli TBL. 

3. I benefici riscontrati: efficacia didattica e soddisfazione 

I dati raccolti su 12 implementazioni del TBL, che hanno coinvolto 187 studenti, mostrano benefici tangibili sia in termini di apprendimento che di esperienza studentesca: 

  • Performance superiori nel lavoro di squadra: Il confronto tra pari ha portato a risultati nettamente migliori; il punteggio medio nei team Readiness Assurance Test (tRAT) è stato di 38.9/40, contro i 28.5/40 dei test individuali (iRAT). Ciò conferma che i team sono in grado di compensare le lacune dei singoli attraverso la discussione. 
  • Elevata soddisfazione degli studenti: Il gradimento complessivo dei corsi è aumentato significativamente. In entrambi gli insegnamenti in oggetto è stato registrato un incremento dell’indice complessivo di soddisfazione da parte degli studenti, assestandosi sopra al 94%, con picchi oltre il 99%. 
  • Efficienza nel percorso di studi: Si è osservata una riduzione dei giorni medi tra la fine delle lezioni e il superamento dell’esame, passati da 68 giorni (senza TBL) a 57 giorni (con TBL), seppur con un’alta variabilità statistica relativa a questo dato. 
  • Crescita delle competenze trasversali: Attraverso la fase delle richieste di appello, gli studenti hanno imparato a motivare e difendere le proprie scelte professionali. Inoltre, l’attività ha favorito lo sviluppo di una competenza interculturale, essenziale per operare in contesti lavorativi globalizzati. 

In conclusione, il TBL si è dimostrato un modello di istruzione superiore scalabile e adattabile, capace di unire l’eccellenza tecnica della Geomatica con una dimensione relazionale e collaborativa profonda. Il supporto del Progetto Mentoring si è rilevato fondamentale nell’ideazione e pianificazione del percorso.