Simulazione e Role Playing

Sperimentare ruoli e situazioni per apprendere in modo attivo e realistico.

Descrizione

Il roleplay è una metodologia didattica attiva in cui studenti e studentesse assumono un ruolo all’interno di uno scenario progettato dal docente, tecnicamente detto il master del gioco di ruolo. L’attività si sviluppa all’interno di un ambiente descritto e narrato: il docente-master introduce il contesto, presenta una sfida o un problema da affrontare, definisce alcune regole di azione e accompagna l’evoluzione dell’esperienza. Gli studenti, invece, agiscono dal punto di vista del ruolo assegnato. In primis, lo interpretano (si immedesimano) poi iniziano il roleplay: prendono decisioni, discutono strategie, formulano ipotesi e giustificano le proprie scelte. È fondamentale che durante il gioco gli studenti si percepiscano come immersi nell’ambiente fittizio/narrativo. Più questa condizione sarà rispettata maggiore sarà il successo e il livello di coinvolgimento profondo che si otterrà.

il Roleplay offre l’opportunità di trasformare i contenuti disciplinari in strumenti per agire / giocare all’interno del roleplay. Il sapere non viene presentato soltanto come insieme di concetti da memorizzare o applicare in esercizi standard, ma come risorsa per interpretare problemi, prendere decisioni e costruire soluzioni. Il roleplay sposta quindi l’attenzione dalla sola trasmissione dei contenuti alla partecipazione attiva, al ragionamento e alla collaborazione.

La dimensione narrativa è centrale: entrare in un ruolo favorisce l’identificazione con ciò che si sta studiando e può aumentare la motivazione. Gli studenti non sono semplici spettatori della lezione, ma diventano protagonisti di una situazione da esplorare. Questo li porta a confrontarsi con problemi aperti, a valutare informazioni, a negoziare significati con il gruppo e ad assumersi la responsabilità delle proprie scelte.

Studenti in aula universitaria partecipano a un’attività pratica di gruppo, con presentazioni proiettate, computer e strumenti digitali.
Simulazione e Role Playing

Perché può essere utile

Dal punto di vista didattico, il roleplay può essere utilizzato per:

Favorire l’identificazione con il contenuto. Il ruolo assegnato aiuta gli studenti a osservare un tema da una prospettiva concreta, professionale, storica, sociale o scientifica. Sostanzialmente, il punto centrale è l’immedesimazione che si richiede agli studenti. Lo studente, all’interno del “gioco” interpreta un ruolo e cerca di immedesimarsi. Il raggiungimento di questo è cruciale, non scontato. Il docente- master deve facilitare il processo di immedesimazione e, soprattuto nelle fasi iniziali, stimolaregli studneti a lavorare su questo aspetto. Se si ottiene l’immedesimazione, si sbloccano canali di apprendimento che solitamente sono inibiti.

Per esempio, quando l’ambientazione e la sfida proposta sono progettate in modo accurato, il roleplay può aiutare gli studenti a uscire dalla logica tradizionale dell’“imparo per superare un esame e ottenere un voto”. Lo scenario narrativo unito all’immedesimazione, infatti, dà senso ai contenuti e li trasforma in strumenti per agire, prendere decisioni, formulare ipotesi e affrontare problemi.

In questo modo lo studente può vivere l’apprendimento non solo come un obbligo o una prestazione da valutare, ma come un’esperienza di scoperta. Il piacere nasce dal ragionare, dal confrontarsi con gli altri, dal costruire progressivamente una conoscenza o un risultato, dal vedere che le proprie idee possono contribuire alla produzione del sapere. Il roleplay, quindi, non motiva soltanto perché “rende la lezione più divertente”, ma perché permette di sperimentare il valore intrinseco del pensare, dell’indagare e dell’apprendere.

Aumentare la partecipazione attiva. Dopo una breve introduzione, gli studenti lavorano individualmente o in gruppo per affrontare la situazione proposta. Devono analizzare il problema, proporre strategie, discutere alternative e arrivare a una decisione motivata.

Sviluppare competenze trasversali. Il roleplay stimola collaborazione, comunicazione, pensiero critico, problem solving, creatività e capacità argomentativa. È particolarmente utile quando si vogliono allenare gli studenti a ragionare in contesti complessi o non completamente definiti.

Sostenere la motivazione allo studio. Inserire i contenuti in uno scenario narrativo e sfidante rompe lo schema tradizionale basato solo su spiegazione ed esercizio. Gli studenti percepiscono più chiaramente il valore di ciò che stanno apprendendo, perché lo utilizzano per agire e prendere decisioni.

Possibile struttura di implementazione

Una possibile struttura dell’attività prevede cinque fasi.

Nella prima, il docente introduce lo scenario e chiarisce il problema da affrontare.

Nella seconda, assegna ruoli, obiettivi e regole dell’interazione.

Nella terza, gli studenti lavorano sulla situazione proposta, raccogliendo informazioni, discutendo e prendendo decisioni.

Nella quarta, i gruppi restituiscono le proprie conclusioni, anche tramite documenti, presentazioni, moduli online o discussioni orali.

Nella quinta, il docente guida una fase di confronto e allineamento, utile per far emergere strategie, errori, intuizioni e apprendimenti condivisi.

Il roleplay è adatto a molti ambiti disciplinari, dalle scienze alle discipline umanistiche, dall’ingegneria alla formazione professionale. Può essere impiegato per simulare processi decisionali, situazioni di ricerca, casi aziendali, dibattiti storici, scenari sociali, pratiche professionali o problemi tecnico-scientifici. Il suo valore principale consiste nel rendere l’apprendimento più attivo, contestualizzato e riflessivo, aiutando gli studenti a passare da esecutori di procedure a protagonisti di un’indagine.

Ruolo Docente

Il ruolo del docente è quello di facilitatore e regista dell’esperienza: prepara il contesto, mantiene vivo lo sviluppo dell’attività, osserva le dinamiche, pone domande, offre chiarimenti quando necessario e sostiene il ragionamento senza anticipare le soluzioni. In questo modo l’errore può diventare parte integrante del processo: non è solo qualcosa da correggere, ma un’occasione per rivedere ipotesi, confrontare punti di vista e consolidare l’apprendimento.

Nel caso in cui il roleplaysi sviluppi su più sessioni di gioco consecutive. Il docente può aggiungere un ulteriore tocco di gamification assegnando punti esperienza (cosidetti XP) ai gruppi che sono stati coinvolti. In tal modo si può attivare un leggero spirito competitivo che decve essere bene inquadrato come tale. Si possono anche prevedere una progressione per livelli di competenza. Ovviamente, è bene che le soglie di progressione siano connesse al raggiungimeno di certe comptenze chiave nel quadro del corso stesso.

Qui sotto diamo un esempio di alcuni livelli e di relativi badge che attestano il superamento e l’acquisizione di competenze chiave in un corso di introduzione alla Relatività Speciale di Einstein.

Ruolo Studente

  • Partecipante attivo.  
  • Assume un ruolo definito all’interno della simulazione, interagisce con gli altri secondo le regole dello scenario, riflette sul proprio comportamento e su quello altrui per trarre conclusioni significative. 

Vantaggi

  • Apprendimento esperienziale e immersivo. 
  • Sviluppo di competenze comunicative, empatia e pensiero critico. 
  • Alto coinvolgimento emotivo e motivazionale. 

Svantaggi e possibili soluzioni

  • Può generare ansia o imbarazzo in alcuni studenti, richiede tempo adeguato, ambienti appropriati (fisici o virtuali) e una buona preparazione dello scenario. Richiede docenti esperti nella conduzione e valutazione delle simulazioni. Possibili soluzioni: utilizzo di micro-simulazioni, preparazione preliminare degli studenti. 

Applicabilità @polito.it

  • Elevata applicabilità, soprattutto per decision making in contesti complessi. 
  • Alcuni studenti possono sentirsi esposti o a disagio. Soluzioni: introdurre gradualmente l’attività, permettere scelte di ruolo, creare un clima di fiducia e supporto reciproco.

Punti di attenzione specifici e possibili soluzioni

  • Adattare i ruoli evitando stereotipi culturali o di genere, utilizzare linguaggi semplici, fornire materiali di supporto visivo, garantire la partecipazione attiva di tutti con ruoli accessibili e valorizzanti. 

Tecnologie a supporto

  • Piattaforme di videoconferenza (Zoom, Teams). 
  • Ambienti virtuali (VR/AR). 
  • Simulatori digitali. 
  • Strumenti di registrazione video per il debriefing. 
  • Lavagne digitali per la riflessione condivisa. 

Contatti

  • Enrico Cestino, Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale (DIMEAS), enrico.cestino@polito.it 

Bibliografia e link di approfondimento

  • Isba, R. E. (2013). Creating the learning environment. In K. Walsh (Ed.), The Oxford textbook of medical education. Oxford University Press