Perché utilizzare un MOOC nella didattica universitaria?
L’acronimo MOOC (Massive Open Online Course) indica un corso online aperto e accessibile attraverso il web. Tradizionalmente i MOOC si caratterizzano per essere aperti a chiunque, senza particolari requisiti di accesso e generalmente fruibili gratuitamente almeno nella fase di iscrizione.
In ambito universitario si stanno diffondendo gli SPOC (Small Private Online Course) che mantengono la struttura e le modalità di erogazione tipiche dei MOOC ma sono destinati a specifiche categorie di utenti, ad esempio studenti iscritti a un corso di studio o partecipanti a un determinato programma formativo.
È importante sottolineare che un MOOC (o SPOC, ci riferiremo per comodità nel testo ai MOOC) non coincide con una semplice raccolta di videolezioni. Si tratta di un vero e proprio percorso didattico progettato, caratterizzato da obiettivi di apprendimento, contenuti organizzati in moduli e lezioni, attività interattive, momenti di autovalutazione e materiali di supporto. In altre parole, rappresenta un’unità di insegnamento completa che può essere utilizzata autonomamente o integrata all’interno di percorsi formativi più ampi.
I MOOC possono rappresentare un importante strumento a supporto dell’innovazione didattica e della didattica blended, in quanto:
- Possono essere utilizzati per allineare le competenze in ingresso degli studenti, fornendo conoscenze preliminari e prerequisiti prima dell’avvio di un insegnamento.
- Possono favorire l’approfondimento di contenuti specifici, offrendo agli studenti opportunità aggiuntive di apprendimento autonomo su temi che non trovano spazio sufficiente all’interno delle attività curriculari tradizionali.
- Possono permettere il consolidamento degli apprendimenti. Attraverso materiali, attività e momenti di autovalutazione, i MOOC possono aiutare gli studenti a riprendere, rivedere e rafforzare conoscenze già affrontate durante il corso.
- Possono contribuire a liberare tempo per attività in presenza ad alto valore formativo, affidando all’ambiente online parte della trasmissione dei contenuti e dedicando il tempo in aula a discussioni, attività collaborative, riflessione critica e altre strategie di apprendimento attivo.
La progettazione di un MOOC
La realizzazione di un MOOC richiede una progettazione che come per un normale insegnamento universitario, garantisca la coerenza tra obiettivi, contenuti, attività e modalità di verifica dell’apprendimento (progettazione di un insegnamento). Sebbene gli strumenti tecnologici abbiano un ruolo importante, il punto di partenza rimane sempre la progettazione pedagogica del percorso formativo. In generale, la realizzazione di un MOOC può essere articolata in quattro fasi principali:
- Definizione delle finalità e dei risultati di apprendimento attesi, che consentono di chiarire gli obiettivi formativi del corso e le competenze che gli studenti dovranno sviluppare.
- Progettazione della struttura del corso, attraverso la costruzione del piano delle lezioni e l’organizzazione dei contenuti in moduli coerenti.
- Progettazione e realizzazione dei video, che rappresentano una delle principali componenti della didattica erogativa online.
- Progettazione della didattica interattiva, come esercizi, quiz e attività svolgibile mediante strumenti digitali.
Le sezioni successive approfondiscono ciascuna di queste fasi.
1. Definizione delle finalità e dei risultati di apprendimento attesi
La progettazione di un MOOC dovrebbe iniziare dalla chiarificazione delle finalità del corso interrogandosi sul bisogno formativo a cui il MOOC intende rispondere e sul ruolo che esso svolgerà all’interno del percorso didattico. Come visto in precedenza, un MOOC può essere utilizzato per allineare le competenze in ingresso degli studenti, approfondire specifici argomenti, consolidare apprendimenti già acquisiti oppure liberare tempo in aula per attività maggiormente interattive. La scelta della finalità influenza tutte le successive decisioni progettuali, dalla selezione dei contenuti alle modalità di valutazione.
A partire da questa prima riflessione è possibile definire i Risultati di Apprendimento Attesi, ovvero ciò che gli studenti saranno concretamente in grado di conoscere, comprendere o fare al termine del percorso. I risultati di apprendimento dovrebbero essere formulati in modo osservabile e verificabile, utilizzando verbi che descrivano comportamenti o prestazioni che lo studente potrà effettivamente dimostrare al termine del percorso. Formulazioni come “conoscere” o “apprendere” risultano spesso poco utili dal punto di vista della progettazione didattica, mentre espressioni come “ricordare” “analizzare”, “applicare”, “progettare”, “valutare” o “confrontare” rendono più chiaro il tipo di apprendimento atteso.

Una formulazione tipica può essere: “Al termine del corso lo studente sarà in grado di + verbo d’azione + contenuto/contesto di applicazione”.
Per supportare la definizione può essere utile fare riferimento alla tassonomia di Bloom, che organizza gli obiettivi di apprendimento secondo livelli cognitivi progressivamente più complessi. Si passa dalla conoscenza e comprensione di concetti e informazioni, all’applicazione in contesti specifici, fino all’analisi, alla valutazione critica e alla creazione di nuovi prodotti o soluzioni. Per dettagli aggiuntivi ci si riferisca a Come progettare un insegnamento.
2. Progettazione del corso: il piano lezioni
La costruzione del piano delle lezioni rappresenta uno dei passaggi più importanti dell’intero processo. In questa fase il docente decide, quali argomenti affrontare e in che sequenza.
La struttura tipica di un MOOC prevede generalmente una breve introduzione iniziale, finalizzata a presentare il corso, i suoi obiettivi, i destinatari e le modalità di fruizione. Si consiglia di utilizzare un video in grado di stimolare l’interesse degli studenti ed eventuali test sui prerequisiti o attività di autovalutazione utili agli studenti per comprendere il proprio livello di preparazione e, se necessario, accedere a materiali di riallineamento.
Il percorso formativo è poi articolato in una serie di lezioni organizzate in modo progressivo e coerente. Ogni lezione dovrebbe essere progettata come una micro-unità di apprendimento relativamente autonoma, caratterizzata da specifici risultati di apprendimento, materiali didattici e attività di consolidamento. Nella maggior parte dei casi ciascuna lezione è associata a un video (o a un numero limitato di video brevi), ma possono essere utilizzate anche altre tipologie di risorse, come testi, infografiche, simulazioni o materiali multimediali interattivi.
Ogni lezione di un MOOC dovrebbe quindi contenere:
- risultati di apprendimento specifici;
- video didattici;
- attività interattive;
- eventuali materiali aggiuntivi.
Una buona pratica consiste nel progettare percorsi, in cui ciascuna lezione affronta un argomento, ben definito e relativamente autonomo, attraverso:
- una parte di didattica erogativa, solitamente un video o in alternativa del materiale da leggere/visualizzare a disposizione;
- una parte di didattica interattiva, con attività di molteplice natura in modo da consentiranno agli studenti di verificare e consolidare quanto appreso.
Un buon piano delle lezioni permette allo studente di percepire chiaramente la progressione del percorso e facilita l’organizzazione del lavoro autonomo.
3, Progettazione e realizzazione dei video
La progettazione dei video richiede di tenere conto delle caratteristiche specifiche del mezzo audiovisivo. Un video destinato a un MOOC non rappresenta semplicemente una lezione registrata, ma una risorsa progettata per essere fruita autonomamente, spesso in momenti e contesti diversi da quelli dell’aula universitaria. Per questo motivo è importante costruire contenuti brevi, focalizzati e capaci di mantenere alta l’attenzione dello studente, organizzando i concetti in modo chiaro e progressivo.
Una strategia frequentemente utilizzata consiste nel partire da una domanda, una curiosità o un problema significativo, per poi guidare progressivamente lo studente verso la comprensione dei concetti chiave e concludere con una sintesi finale dei principali apprendimenti. L’obiettivo non è soltanto trasmettere informazioni, ma favorire coinvolgimento, comprensione e motivazione lungo l’intero percorso di apprendimento.

Non è consigliata per la realizzazione di un MOOC la pratica di trasferire online una lezione frontale tradizionale. Nei MOOC il video rappresenta un linguaggio differente e richiede una progettazione specifica.
Le indicazioni emerse dall’esperienza internazionale suggeriscono di:
- utilizzare video brevi (mediamente 7 minuti);
- organizzare il contenuto in micro-unità;
- partire da una domanda, una curiosità o un problema significativo;
- creare aspettative chiare;
- concludere con un riepilogo dei contenuti principali.
La preparazione del video richiede generalmente uno storyboard che integri:
- contenuti visuali;
- slide;
- immagini;
- testo del discorso.
Lo storyboard, è un documento che integra il testo del discorso, le slide, le immagini e gli eventuali elementi grafici che compariranno nel video e consente di verificare la coerenza dei contenuti, pianificare il ritmo dell’esposizione e ridurre significativamente tempi ed errori durante la registrazione.
Un esempio di storyboard è riportato qui a fianco, in cui la colonna a sinistra riporta il testo che verrà letto durante la registrazione mentre a destra l’elemento grafico a cui ci si riferisce, presente nelle slides. L’obiettivo del video non è semplicemente trasmettere informazioni, ma mantenere attenzione e coinvolgimento.
Quando sono disponibili strutture dedicate, la registrazione può essere effettuata in studi professionali attrezzati con videocamere, illuminazione adeguata e sistemi di lettura del testo tramite gobbo elettronico (teleprompter). Questo strumento permette al docente di leggere il discorso mantenendo contemporaneamente lo sguardo rivolto verso la telecamera, favorendo una comunicazione più naturale e coinvolgente.
La disponibilità di uno studio professionale non rappresenta tuttavia un requisito indispensabile. Molti MOOC e corsi online vengono realizzati utilizzando strumenti più semplici, come la registrazione di presentazioni PowerPoint con commento audio, software di screencasting (ad esempio OBS Studio, Camtasia o Loom) oppure piattaforme che consentono di integrare slide e ripresa video del docente. Per approfondire questi aspetti si rimanda alle sezioni “Progettare un video efficace” e “Software per la creazione di contenuti video nella didattica universitaria”.
4. Progettazione della didattica interattiva
Uno degli errori più frequenti nella progettazione dei MOOC consiste nel concentrare l’attenzione esclusivamente sulla produzione dei video. In realtà, l’apprendimento non deriva semplicemente dalla fruizione dei contenuti, ma dall’interazione che lo studente sviluppa con essi. Per questo motivo ogni video dovrebbe essere accompagnato da attività che consentano agli studenti di riflettere, applicare, verificare e consolidare quanto appreso. Tra le attività più utilizzate troviamo:
- quiz;
- esercizi guidati;
- problemi applicativi;
- attività progettuali;
- forum di discussione;
- domande aperte;
- brevi elaborati riflessivi.
La progettazione delle attività è tanto importante quanto la realizzazione dei video, poiché rappresenta il principale strumento attraverso cui lo studente costruisce attivamente il proprio apprendimento. Le attività interattive possono avere differenti funzioni, tra cui:
- consolidare gli apprendimenti;
- favorire l’autovalutazione;
- promuovere la riflessione;
- preparare ai contenuti successivi.
Moodle rappresenta uno degli ambienti più utilizzati per implementare queste attività, grazie alla disponibilità di strumenti come quiz, forum, compiti e plugin interattivi quali H5P. Tra gli strumenti maggiormente utilizzati troviamo quiz, forum, compiti, plugin H5P, attività collaborative.
L’integrazione tra MOOC e Moodle consente di monitorare la partecipazione degli studenti e raccogliere evidenze utili per il miglioramento continuo del percorso.
