La valutazione di un’iniziativa didattica sperimentale richiede un approccio che permetta di rilevare sia gli effetti misurabili sul percorso di apprendimento degli studenti, sia gli aspetti qualitativi connessi alla percezione dell’efficacia, al coinvolgimento e alla qualità della relazione didattica. In questa prospettiva, si propongono di seguito una serie di possibili azioni di monitoraggio fondate su strumenti qualitativi e quantitativi, da impiegare in momenti differenti del percorso (nella fase iniziale, durante lo svolgimento e al termine del corso). L’obiettivo è verificare il grado di efficacia dell’iniziativa rispetto agli obiettivi prefissati, individuando al tempo stesso eventuali elementi di forza, criticità e margini di miglioramento.
1. Strumenti di feedback
Una prima area di indagine riguarda la raccolta del feedback degli studenti. A tal fine, si propone la predisposizione di questionari specifici, da somministrare in forma anonima in momenti chiave del corso. Tali strumenti potranno essere integrati con il questionario CPD, così da affiancare agli strumenti istituzionali una rilevazione maggiormente centrata sulle finalità della sperimentazione.
I questionari possono indagare, in particolare:
- la percezione dell’efficacia dell’iniziativa rispetto agli obiettivi iniziali;
- il grado di utilità concretamente riscontrato dagli studenti delle specifiche iniziative didattiche introdotte nell’insegnamento;
- la chiarezza dei contenuti;
- il livello di coinvolgimento;
- i benefici percepiti in termini di partecipazione e comprensione (sulla base dei diversi obiettivi formativi definiti mediante tassonomia di Bloom).
Un’altra interessante opzione riguarda la rilevazione post-esame, utile a raccogliere una valutazione più consapevole dell’esperienza nel suo complesso, pur con la necessaria attenzione a non sovrapporre in modo eccessivo il giudizio sull’iniziativa all’esito della prova finale.
Accanto alla prospettiva degli studenti, risulta particolarmente importante anche il feedback del docente. Si può dunque ragionare, a livello di Teaching Center, della possibilità di predisporre form dedicati, con domande mirate relative alle percezioni del docente emerse durante l’intervento didattico che riguardino:
- il livello di partecipazione degli studenti;
- l’apparente efficacia delle attività proposte;
- la sostenibilità organizzativa dell’iniziativa;
- le eventuali criticità riscontrate (ed eventualmente suggerimenti di miglioramento).
2. Strumenti quantitativi di misurazione della comprensione
Sul piano quantitativo, la valutazione dell’efficacia dell’iniziativa può basarsi sull’analisi delle valutazioni intermedie e finali. Le prove in itinere consentono di monitorare progressivamente l’apprendimento e di verificare se gli effetti della sperimentazione emergano già durante lo svolgimento del corso. La valutazione finale permette di osservare l’esito complessivo del percorso.
Dunque dati che possono risultare utili riguardano l’analisi dei risultati dei test in itinere e dei risultati conseguiti agli esami finali, considerando i vari indicatori significativi:
- i voti finali;
- il tasso di superamento dell’esame;
- la distribuzione dei punteggi;
- l’eventuale riduzione di ritiri o abbandoni;
- la regolarità della frequenza (se disponibile);
Per rendere più attendibile l’interpretazione dei dati, si propone l’introduzione di un test d’ingresso per ciascun insegnamento, finalizzato alla verifica dei prerequisiti degli studenti. Tale strumento consentirebbe di distinguere con maggiore chiarezza l’effetto della sperimentazione dal livello iniziale di preparazione della classe.
3. Analisi comparativa dei risultati
Un elemento centrale della metodologia proposta consiste nel confronto tra insegnamenti con e senza sperimentazione. Laddove possibile, tale comparazione dovrebbe essere realizzata tra corsi analoghi oppure sullo stesso insegnamento in annualità differenti, così da disporre di un termine di paragone utile a valutare l’impatto delle innovazioni introdotte. Risulta anche di interesse il confronto tra corsi paralleli (corsi di base) o tra corsi analoghi con approcci metodologici diversi.
Un’ulteriore possibilità è rappresentata dalla comparazione tra insegnamenti del terzo anno e della laurea magistrale, con e senza sperimentazione, sugli stessi studenti. Questa prospettiva potrebbe consentire una lettura più approfondita degli effetti dell’iniziativa, anche in relazione alla maturazione accademica degli studenti e alla continuità del loro percorso formativo.
In tale ambito, sarà opportuno considerare anche la correlazione tra l’introduzione di iniziative didattiche e la valutazione degli studenti, osservando se e in quale misura l’introduzione della sperimentazione influisca sulla percezione della qualità dell’insegnamento e sui risultati raggiunti.
Nell’interpretazione dei dati raccolti (sia relativamente ai feedback sia per quanto riguarda i risultati) sarà necessario tenere conto delle caratteristiche specifiche dei diversi contesti didattici. In particolare, appare rilevante distinguere tra classi numerose, con oltre cento studenti, e classi di dimensioni più ridotte. In contesti molto ampi, infatti, gli effetti della sperimentazione potrebbero manifestarsi soprattutto sul piano organizzativo, del coinvolgimento generale e della gestione dei tempi; in classi meno numerose, invece, potrebbero emergere con maggiore evidenza benefici legati all’interazione e alla partecipazione attiva.
4. Ruolo dello studente assistente
Tra le possibili modalità di supporto all’iniziativa, una possibilità riguarda il coinvolgimento di uno studente degli anni precedenti che mediante una collaborazione studentesca possa supportare il docente. Tale studente dovrebbe avere già seguito lo stesso insegnamento erogato dallo stesso docente. Lo studente assistente potrebbe:
- collaborare durante le lezioni, in particolare nella fase iniziale dell’insegnamento, affiancando gli studenti, facilitando la comprensione dei contenuti e fungendo da supporto operativo;
- fornire feedback relativi al confronto tra modalità utilizzate in anni differenti;
- permettere un confronto continuo tra studente assistente e docente.
Conclusione
Si propone per quanto possibile l’integrazione tra strumenti qualitativi e quantitativi e l’uso congiunto di form, osservazioni del docente, analisi comparative dei risultati delle prove in itinere e degli esami. L’obiettivo non è soltanto verificare se la sperimentazione abbia prodotto risultati positivi, ma comprendere in quali condizioni, per quali studenti e attraverso quali modalità essa si riveli maggiormente efficace. Tale impostazione permette non solo di misurare il grado di raggiungimento degli obiettivi prefissati, ma anche di raccogliere elementi utili per l’eventuale adattare o estendere l’iniziativa in stadi futuri.
