Linee guida per la pianificazione di un intervento didattico

Linee guida per progettare interventi didattici coerenti, dal tema agli obiettivi, dalle attività alla valutazione, in un ciclo di miglioramento continuo.

Descrizione

La pianificazione di un intervento didattico varia a seconda della tipologia dell’intervento stesso, per esempio in termini delle dimensioni della parte del corso a cui l’intervento si riferisce. È un processo riflessivo che mette in relazione coerente obiettivi di apprendimento, attività proposte agli studenti e modalità di osservazione dei risultati. Nonostante le variabili in gioco siano numerose, è possibile dettagliare un processo che consigliamo di seguire e a cui consigliamo di ispirarvi.

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Linee guida per la pianificazione di un intervento didattico

FASE 1

Scelta dell’argomento disciplinare

Il primo passo è la scelta di un modulo del proprio corso o di un argomento circoscritto su cui focalizzare l’intervento. La scelta, per esempio, può essere guidata da aspetti di questo tipo: l’importanza del modulo, la difficoltà percepita dagli studenti, dal fatto che contenga elementi che si prestano ad appassionare gli studenti (quest’ultimo importante per “nutrire” la motivazione allo studio).

Un esempio: Corso di Fisica delle Particelle

Scelta dell’argomento su cui focalizzare l’intervento: concetto di massa di un sistema di particelle nella fisica delle alte energie e quindi nell’ambito della teoria relativistica di Einstein.

Motivo della scelta:

  1. L’argomento è molto teorico e legato al formalismo matematico della teoria. Il rischio che si desidera evitare è che gli studenti sappiano derivare formalmente la relazione che esprime la massa di un sistema di particelle, senza averne colto il significato profondo.
  2. Il tema si presta ad essere applicato a dati reali e pubblici di veri esperimenti di fisica degli acceleratori.  Si ha l’occasione di portare in aula contesti reali di estremo interesse in fisica fondamentale (Authentic Learning) e di proporre sfide intellettuali stimolanti in cui il concetto di massa relativistico gioca un ruolo essenziale.
  3. Date le considerazioni 2 e 3, si può usare l’argomento per motivare e appassionarle allo studio di questa disciplina.

Definire la propria motivazione a progettare l’azione didattica

È importante la riflessione sulla propria motivazione a investire tempo e creatività per migliorare l’apprendimento. La motivazione è il carburante che vi sosterrà nel lavoro che porterete avanti sia in fase di pianificazione, sia in fase di implementazione. In genere è bene che tale motivazione risulti proiettata a stimolare un apprendimento più profondo.

Esempio (continuazione dell’esempio precedente):

  1. La mia passione per la disciplina e per la ricerca in fisica delle particelle
  2. La convinzione che le teorie fisiche possano essere comprese profondamente solo se si verificano contemporaneamente due fatti:
    • a. ne è compresa la struttura formale,
    • b. la si applica in contesti reali legati all’esperimento o alle applicazioni reali.

Analisi del contesto e dei destinatari

Per progettare un intervento realistico ed efficace, prima di definire gli obiettivi e il tipo di attività, è utile interrogarsi sulle caratteristiche degli studenti, sulle conoscenze pregresse e sui vincoli del contesto didattico (aula, tempi, valutazione, classe internazionale).

Esempio:

  1. Numerosità della classe: la classe è numerosa (200 studenti)
  2. Tipologia aula: presenta una disposizione delle postazioni progettata per una metodologia didattica frontale. Ha una capacità maggiore del numero di persone presenti.
  3. La classe: si tratta di una classe internazionale.
  4. Valutazione finale: la valutazione finale è uno scritto a domande aperte.
  • Soluzione al punto 1 (Numerosità).  Lavoreranno a gruppi di 6 (una 30na di gruppi). Il feedback sui lavori di gruppo prevederà la lettura di circa 30 elaborati.
  • Soluzione al punto 2 (Aula). Si chiederà che gli studenti occupino posizioni fisse durante l’attività didattica; i gruppi saranno da 6 persone, disposte 3 davanti e 3 dietro. Se possibile, si predisporranno alcune file in modo che risultino vuote, così da consentire al docente di raggiungere i gruppi che si trovano al centro di una fila.
  • Soluzione al punto 3 (Internazionalità). Si farà leva sul fatto che l’esperimento i cui dati analizzeranno è stato progettato e realizzato presso il CERN di Ginevra dove collaborano scienziati di culture e nazioni diverse. La diversità culturale è fattore fondante del CERN.
  • Soluzione al punto 4 (Valutazione). Inserire nella prova scritta finale e individuale un caso sperimentale analogo a quello trattato durante l’attività didattica in aula, in modo che possano emergere le competenze acquisite durante l’attività curricolare.

Quale obiettivo ci poniamo?

Definito l’argomento disciplinare su cui verterà l’intervento, la nostra motivazione e il contesto, fissiamo gli obiettivi specifici che vorremmo ottenere. Questi saranno strettamente connessi alla disciplina e al particolare argomento scelto, ma potranno, in aggiunta, anche coinvolgere aspetti generali e trasversali (p.es.: sviluppo di competenze nel lavoro di squadra).

Esempio:

  1. Prima competenza disciplinare : saper applicare il concetto di massa di un sistema di particelle nel contesto reale di un’analisi dati di un esperimento di fisica delle alte energie.
  2. Seconda competenza disciplinare: aver compreso che gli aspetti teorici del corso sono strumento per condurre analisi che possono portare a scoperte scientifiche in contesti reali.
  3. Collaborazione interazionale nel gruppo: si chiede a ogni team di immedesimarsi in un gruppo di scienziati del CERN, si assegnano ruoli diversi a ogni componente con attenzione alla gender equality. Con l’AI generativa si crea una “carta personaggio” per ogni ruolo diverso. Ad ogni componente del gruppo viene assegnata una carta diversa.

FASE 2

Quali tool?

Questo è il momento di scegliere i tool che pensiamo potranno essere utili a cogliere gli obiettivi nel contesto disciplinare e dell’argomento in cui abbiamo deciso di agire.

Definizione dell’attività didattica

Si decide cosa avverrà in aula e con quali tempi, cosa si richiederà agli studenti, come e quanto li guideremo.  Sappiamo cosa vogliamo ottenere, in quale ambito e cosa ci motiva a pianificare l’intervento didattico, è il momento di creare l’attività. Qui troveremo la nostra risposta a domande come:

  • Come renderò più profondo l’apprendimento sul quel tema specifico (modo originale per presentarlo, per renderlo più comprensibile, ….)
  • Come stimolerò gli studenti a entrare in gioco con riflessioni che li aiuteranno a far penetrare più a fondo i concetti?
  • Come li motiverò a seguire e a partecipare?
  • Quale metodologie didattiche adotterò?

Come verificherò se gli obiettivi sono stati raggiunti?

L’allineamento tra attività, obiettivi e valutazione (quest’ultima anche informale e/o in itinere) è importante. La valutazione è un chiaro messaggio che comunica allo studente qual è l’effettivo valore che il docente ascrive all’attività proposta.

“Vi faccio lavorare in questo modo in aula, perché reputo importanti le competenze e l’apprendimento a cui voglio portarvi. Queste competenze e apprendimenti sono così importanti, che saranno coinvolte nella valutazione o nelle prove che concorrono alla valutazione finale.”

FASE 3

Si implementa l’attività in aula

FASE 4

Feedback del Docente

Il docente raccoglie sensazioni provate durante le fasi precedenti, annota il livello di partecipazione che ha osservato in aula, eventuali aspetti positivi o critici legati alla relazione con gli studenti.

Feedback degli Studenti

Si sottopone un form di raccolta dati in termini di qualità percepita.

Il docente raccoglie dati anche quantitativi sui risultati di apprendimento con momenti di feedback in itinere (anche informali e/o di gruppo) o in fase di valutazione finale.

FASE 5

Ci si sposta nuovamente alla FASE 1. L’esperienza vissuta e i dati raccolti alimentano il nuovo ciclo di progettazione (progettazione a spirale) nell’ottica di un miglioramento continuo e dello sviluppo della professionalità del docente. 

Bibliografia